La regina degli scacchi: le mie impressioni

La regina degli scacchi è la nuova mini serie, uscita a Ottobre su Netflix, che racconta la storia di Elisabeth Harmon, giovane ragazza che coltiva una grande passione: gli scacchi.
Elisabeth, soprannome Beth, arriva al collegio da bambina a causa di un incidente stradale che ha visto coinvolta sua madre. La nuova vita di Beth è estremamente dura e severa, sembra tutto così spento ai suoi occhi.
Fino a quando, un giorno, per caso si imbatte in uno stanzino, per pulire i cancellini, e lì, in quella piccola stanza, illuminata solo da una luce fioca, trova un ausiliario del collegio che muove quelle che sembrano solo “figure di legno” in un tavola quadrata. Così, Elisabeth, incuriosita si avvicina a Mr. Sheibel e da quel momento gli scacchi diventeranno la sua disciplina mentale, la sua passione e la sua forma di vita.

Fu la scacchiera a colpirmi. Esiste tutto un mondo in quelle 64 case.Mi sento sicura lì, posso controllarlo, posso dominarlo ed è prevedibile.So che se mi faccio male è solo colpa mia.

Elisabeth Harmon, La regina degli scacchi

Imparerà cosa è la felicità, la sofferenza, la depressione ma anche l’autocontrollo e soprattutto trarrà importanti lezioni di vita. Sfiderà le massime personalità degli scacchi, si farà sopraffare dalla sua voglia di vincere, amerà, odierà, piangerà ma non si fermerà.

È una serie estremamente interessante, che porta in televisione un tema originale di cui non avevo mai visto film o serie tv. La chiave con cui viene narrata la storia è quella dell’empatizzazione con la protagonista che, episodio dopo episodio, riesce benissimo.
Ci tengo a specificare che Anya Taylor-Joy, che la ritroviamo anche nel personaggio di Gina Grey, moglie di Michael Grey, in Peaky Blinders e anche protagonista in molti altri film di successo, è perfetta per il ruolo di Elisabeth Harmon. I suoi lineamenti, le sue espressioni, il suo modo di recitare è secondo me impeccabile.
Inoltre, vorrei mettere in luce, il rapporto che si instaura tra lei e Mr. Sheibel che ricorda quello tra padre e figlia. Il personaggio del signor Sheibel gioca un ruolo fondamentale in questa serie, spesso questo non si riconosce ma è fondamentale approfondire che per Beth lui, e solo lui, è il suo insegnante nonché il suo maestro di vita.

Vi consiglio la visione di questa serie perché finalmente tratta di un argomento particolare, poco toccato dal cinema e dal seriale, e viene narrato dal punto di vista femminile. È la storia di una giovane ragazza che diventa donna attraverso spostamenti di pedoni, siciliane, scacchi matti, vittorie e sconfitte.

Assolutamente da non perdere!

Curiosità

Tre giorni fa sulla pagina Instagram di CulturArte, periodico online dell’Università RomaTre, è uscita una minirecensione, scritta da me, riguardo questa serie. Se avete piacere seguiteci, presto sul sito CulturArte.it usciranno dei miei articoli.



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