La fragile Euphoria

Euphoria è una serie televisiva firmata HBO di Philip A. Bernett uscita nel 2019 e attualmente disponibile su Sky.
Attirata dal cast (Zendaya nei panni di Rue Bennett, Eric Dane che interpreta Cal Jacobs, Jacob Elodi che impersona il figlio di Cal, Nate Jacobs) ho iniziato a guardare il primo episodio circa un mese fa e guardando i primi venti minuti la serie non mi soddisfaceva, la trovavo pesante, a tratti volgare e molto estrema. In realtà mi sono ricreduta e due settimane fa ho voluto continuare il primo episodio e andare avanti fino alla fine.
È sicuramente una serie faticosa per le tematiche che tratta, molto vicine ad ogni ragazzo e ragazza di questo millennio, portate all’estremo delle conseguenze permettono di riflettere sui comportamenti della società, sugli scheletri che ognuno di noi ha dentro il proprio armadio.
Le scene si mostrano nella loro crudezza, rappresentando una realtà senza filtri e nel senso più stretto del termine una realtà pornografica, dove non vi è censura se non nei personaggi stessi che cercando di avere tutto sotto controllo finiscono per lasciarsi andare ad ogni pulsione vitale che apparentemente gli restituisca il sapore della vita che fugge dalle loro mani.
Sesso, droga, violenza, rapporti instabili, sono questi gli argomenti principali di Euphoria che intrattengono lo spettatore davanti alla televisione desideroso della redenzione di ogni personaggio che si trova incatenato ai propri errori e alle proprie dipendenze.
Altro tema trattato, probabilmente secondario rispetto a quelli elencati precedentemente ma che merita di essere approfondito, è il rapporto tra madre, padre e figlia, figlio, costruito secondo l’assioma che nessuno si sceglie la famiglia in cui nasce. Ogni personaggio ha una famiglia frammentata o in bilico con cui alimenta un rapporto conflittuale fatto di segreti, bugie e rabbia. Questo è il caso di Nate che da piccolo si è trovato a scoprire la tagliante verità su suo padre e richiudendola nella sua mente, senza affrontare un dialogo con lui, ha introiettato i suoi stessi comportamenti e ha incassato una rabbia incontrollabile. Situazione opposta a quella della fidanzata Maddy che invece vedendo davanti ai suoi occhi il rapporto irrisolto e insignificante della madre e del padre è in continua ricerca di conferme, di perfezione e sicurezze a cui aggrapparsi per non condurre una vita simile a quella dei suoi genitori.
La protagonista nonché narratrice di Euphoria è Rue Bennett che ci fa entrare nella sua vita da tossicodipendente iniziata per colmare un vuoto che si portava dietro da quando aveva circa undici anni. Rue ci fa conoscere i suoi pensieri, le sue sensazioni e i suoi sentimenti, la sua vita è fatta da un continuo tenersi in bilico e non farsi sopraffare dalla sua dipendenza e ad aiutarla sarà il rapporto che si instaurerà con una nuova ragazza in città, Jules anche lei anima fragile e sensibile.

Euphoria è stata tra le poche serie che mi ha fatto ricredere e che mi ha lasciato molto su cui riflettere. Sono curiosa di guardare la seconda stagione che attualmente stanno registrando.
Voi l’avete guardata? Vi è piaciuta?


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