Dalla parte del tempo – Sonia Giovannetti

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Dalla parte del tempo è il nuovo libro di Sonia Giovannetti pubblicato con la casa editrice Genesi.

 

Sonia Giovannetti è una poetessa romana, scrittrice e critica letteraria, infatti, oltre a comporre le poesie si dedica a recensire libri e coopera con numerose Riviste letterarie.
La sua carriera è sbocciata dopo il laboratorio “Scrivere fa bene” Eri Rai.
Ha vinto numerosi premi tra i quali: Premio Scriveredonna 2012, Premio Internazionale Spoleto Festival Art Letteratura 2014, Il Molinello 2015, Premio Accademico 2016 dall’Accademia Internazionale di Significazione Poesia e Arte Contemporanea…oltre al Diploma di “Poeta della Città ideale” dal Centro Lunigianese Di Studi Danteschi 2017.

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L’autrice ha strutturato Dalla parte del tempo in tre capitoli e l’argomento trattato è, appunto, il tempo: “parlare del tempo in poesia è un modo per rendercelo amico, per avvicinarlo all’uomo”.

Nel primo capitolo Il tempo dell’Io, composto da trentotto poesie, si parla del tempo inteso come vita e quindi delle esperienze, dei ricordi, dei viaggi e della morte. Il primo capitolo non segue un ordine cronologico dei fatti, ma sembra un ordine dato dalla poetessa secondo il proprio vissuto e pensiero.
La poesia giorno perfetto, soprattutto la terza stanza:“Vorrei imparare ad accontentarmi/ della finezza di ogni cosa/ e cogliere l’infinito in un attimo”, mi ha ricordato Carpe Diem di Orazio: “Mentre parliamo sarà fuggito, inesorabile,il tempo: cogli il giorno, il meno possibile fiduciosa in quello successivo”.

Nel secondo capitolo Il tempo del noi, con sette poesie, si parla della nostra storia dal 1915, gli inizi della Prima Guerra Mondiale, fino al sisma di Norcia del 2016, eventi che hanno influenzato il passato della nostra società:

Vivere è ricordare.
È la memoria a restituirci, nel tempo, la vita nella sua interezza.

Il terzo capitolo Il tempo dei luoghi, caratterizzato da cinque poesie, ti accompagna per mano, grazie anche ai bozzetti fatti dall’autrice, presso i luoghi Italiani:

Terra mia, ti avvolgi intorno
a me che parto, a me che torno.

Il linguaggio usato è chiaro e semplice, sebbene le parole siano ricche di significati.
Ogni poesia accende emozioni diverse, nelle anime dei lettori, molte volte si hanno delle sensazioni di ‘non vissuto’, ti accorgi di quanto la vita sia un bene prezioso e di quanto il tempo sia difficile da comprendere: “ogni parola deve essere scelta con grande cura, ma è anche vero che proprio la poesia, partendo da una spinta emotiva del poeta, riesce a raggiungere meglio le corde emotive di chi legge.”

Ti temo perché sei morte/ti godo perché sei vita.



Considerazioni personali:

Sebbene la poesia non sia un genere che prediligo, questa raccolta l’ho trovata molto interessante. Io ho studiato il tempo solo dal punto di vista filosofico quindi con Aristotele che lo definisce dal punto di vista cosmico,  con Agostino:

Che cosa è dunque il tempo? Se nessuno me ne chiede, lo so bene: ma se volessi darne spiegazione a chi me ne chiede, non lo so: così, in buona fede, posso dire di sapere che se nulla passasse, non vi sarebbe il tempo passato, e se nulla sopraggiungesse, non vi sarebbe il tempo futuro, e se nulla fosse, non vi sarebbe il tempo presente. Ma in quanto ai due tempi passato e futuro, in qual modo essi sono, quando il passato, da una parte, più non è, e il futuro, dall’altra, ancora non è? In quanto poi al presente, se sempre fosse presente, e non trascorresse nel passato, non più sarebbe tempo, ma sarebbe, anzi, eternità. Se, per conseguenza, il presente per essere tempo, in tanto vi riesce, in quanto trascorre nel passato, in qual modo possiamo dire che esso sia, se per esso la vera causa di essere è solo in quanto più non sarà, tanto che, in realtà, una sola vera ragione vi è per dire che il tempo è, se non in quanto tende a non essere? 

Questo libro non affronta il tempo dal punto di vista filosofico, bensì personale, permettendoti quindi di provare le stesse sensazioni dell’autrice e immedesimarti nell’ambiente descritto in ogni poesia.

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Intervista:

Ho avuto l’onore di incontrare l’autrice al Salone del Libro di Torino dove mi ha regalato e autografato ‘Dalla parte del tempo’. Quindi ho avuto il piacere di farle un’intervista:

•Come è nata l’idea di questo libro?

È nata, come sempre, strada facendo. Ho composto poesie nell’arco degli ultimi due anni e rileggendole, con l’intento di farne una raccolta, mi sono resa conto che “il tempo” rappresentava il filo conduttore dell’intera produzione, anche in quest’ultimo periodo. Avevo già scritto, sia in narrativa che in saggistica, della stessa tematica. (Sono arrivata alla conclusione che si tratti di una mia piacevole “fissazione”, dico sorridendo).
Scrivere del tempo in poesia mi permette, però, di umanizzarlo, di dargli una dimensione più familiare. Mi sono resa altresì conto che, nelle mie poesie, questo tema era affrontato secondo prospettive diverse; da qui l’idea di suddividerlo in capitoli. Credo, infatti, nella chiarezza della comunicazione e ho sentito tale suddivisione come una necessità espressiva. Un tema nel tema, dunque, ma sempre con l’obiettivo di volermi in ogni caso schierare “dalla parte del tempo”, come in una sorta di riappropriazione, di ritorno a un tempo più umano. Un tempo “ritrovato”, direbbe Proust, in un’epoca che non sembra assecondare questa dimensione, ossessionati come siamo dalla velocità, dal virtuale e dalla tecnologia, fattori indubbiamente vantaggiosi, ma che tolgono tempo all’ascolto della nostra e dell’altrui interiorità.

•Perché lo hai strutturato in questo modo: primo capitolo (significato del tempo secondo te), secondo capitolo (la nostra storia), terzo capitolo (luoghi)?

Il primo capitolo (il più corposo), il “Tempo dell’io”, è quello più vicino alla mia esperienza, al mio sentimento della vita. Raccoglie, quindi, le tracce di una memoria soggettiva intenta a ricostruire interiormente gli eventi e il loro fluire astraendo da ogni esteriore cronologia, e disponendoli invece secondo una gerarchia di senso che sola, in quanto espressione di un sentire profondo, può conferire autenticità ad ogni fattuale accadere.
Nel “Tempo del noi”, l’io si apre al mondo e alla storia facendosi memoria plurale, tutt’uno con gli eventi del mondo, nei quali esso riconosce i tratti della propria e dell’altrui genesi costitutiva e, al tempo stesso, ricerca gli indizi di un possibile, auspicabile futuro collettivo.
Devo confessare che ho pensato ad una chiave utile per i giovani, una possibilità di “ri-vedere”,in altro modo, gli aspetti storico-sociali del nostro patrimonio collettivo, anche drammatico,
Il “Tempo dei luoghi”, che chiude la raccolta, fonde tra loro il tempo e lo spazio. I luoghi ci parlano, evocano memoria, lasciano traccia nel nostro immaginario, allertano l’anima sollecitandola coi ricordi, così diventando parte della nostra stessa identità. E’ stato naturale parlare dei luoghi a me cari, quelli che vivono nella mia memoria, quelli che hanno contribuito a farmi essere la persona che sono. C’è un omaggio alla mia terra d’origine che ha favorito in me un iniziale, attento sguardo sulla natura e sugli affetti. Un piccolo paese alle porte di Roma cui sono legata e grata, per l’impronta umana che mi ha trasmesso, sin dalla tenera età. Un bisogno di tornare alle radici che non dimentico e che tengo stretto, ogni giorno di più.

•Dal tuo libro si può notare che la poesia e l’arte coincidono, soprattutto nel terzo capitolo, dunque nella poesia (in generale), secondo te, c’è del disegno?

Sì, è così. La poesia e l’arte hanno la stessa matrice. Entrambe rappresentano un volo, una elevatezza, un’ascesa per superare i limiti e i parametri imposti dalla ragione. Entrambe si nutrono del sentimento del “fare” corrispondente a un “sentire”, di quella possibilità, di natura intuitiva e pratica insieme, di operare su se stessi e sull’esterno. Mi affascina il concetto di arte coniato dai Greci, che la definivano col termine tèchne per indicare appunto un fare, un’abilità, una destrezza.
Anche se, con il passare dei secoli, appare completamente mutato il contesto che la connota, l’arte rimane pur sempre un’attività di produzione di senso, una poiesis che usa come tramite i suoi diversi linguaggi. L’arte è una manifestazione creativa dell’interiorità dell’uomo che ha lo scopo di dare forma alle emozioni dell’artista e al proprio “tempo interiore”. La poesia è questo. Ne sono a tal punto convinta che già nel primo dei miei libri scrissi: “la poesia è per me il tempo interiore che riesce a volare”.
Vedo molto forte, quindi, il legame tra poesia e arte: entrambe restaurano il tempo dell’uomo riavvicinandolo alla propria umanità e rappresentano una chiave di lettura dell’epoca in cui si vive. Per questo, forse, mi è venuto naturale inserire nel terzo capitolo i quattro disegni che rappresentano i luoghi che amo e che vivono in me, come memoria e tempo interiore. Ho usato la china, affiancata alla parola. Arte e poesia.

•Pensi che la poesia si stia perdendo in questi anni?

La poesia vera si sta perdendo perché è molto maltrattata dal nostro tempo. È fortemente abusata. Abbiamo tutti un livello d’istruzione che ci permette di scrivere “qualcosa”, ma la poesia è “altra cosa”. Non serve, ad esempio, scrivere un testo e andare a capo per fare poesia. Non basta avere qualcosa da dire per scrivere poesia. Non serve neanche contare le sillabe o cercare una rima. La poesia è qualcosa di più profondo che nasce da un moto interiore, da uno “spirito” che vuole emergere. Per questo non si può insegnare o imparare. C’è e basta. La si riconosce subito, come si riconosce la non poesia.
Si sta perdendo la poesia, perché si perde pian piano l’ascolto. Si ha poco tempo, in questa nostra epoca frenetica ed efficientistica, per far nascere la poesia. Si fatica ad incontrare il silenzio, condizione essenziale per fare poesia. Si fatica ad ascoltare la poesia, ad accoglierla. Si fatica a leggere i Grandi e a fare spazio al mistero che abbraccia la poesia.
Non si ha più tempo, insomma, per essere… “dalla parte del tempo”, per dirla con il mio libro.

Ringrazio Sonia per aver partecipato a questo articolo! ♥


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Immagine copertina: WeHeartIt

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